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Ultime sentenze in materia giuslavoristica: aggiornate a Settembre 2022




Il nuovo orientamento sulla ripartizione dell'onere della prova e il licenziamento orale


Il lavoratore che impugni il licenziamento allegandone l’intimazione senza l’osservanza della forma scritta ha l’onere di provare che la risoluzione del rapporto può essere ascritta alla volontà del datore di lavoro, seppure manifestata con comportamenti concludenti, poiché non basta la prova della mera cessazione della prestazione lavorativa; qualora il datore di lavoro eccepisca il fatto che il lavoratore abbia rassegnato le dimissioni e, all’esito dell’istruttoria, perduri l’incertezza probatoria. La domanda del dipendente va dunque respinta (Cass. 18 maggio 2022, n. 16013).


La Suprema Corte e la prescrizione dei crediti di lavoro


Il rapporto di lavoro a tempo indeterminato, come modulato per effetto della legge n. 92 del 2012 e del decreto legislativo n. 23 del 2015, mancando dei presupposti di predeterminazione certa della risoluzione del rapporto e di una loro tutela adeguata, non è assistito da un regime di stabilità, così che, per tutti quei diritti che non siano prescritti al momento di entrata in vigore della legge n. 92 del 2012, il termine di prescrizione decorre, a norma del combinato disposto degli artt. 2948, n. 4, e 2935 cod. civ., dalla cessazione del rapporto (Cass. 6 settembre 2022, n. 26246).


Il tentativo di conciliazione e la confessione

Il tentativo di conciliazione dell’art. 410 cod. proc. civ. non è preordinato al raggiungimento di una conciliazione. Quindi, l’accertamento di una confessione spontanea presuppone una prova rigorosa della corrispondente volontà, poiché si deve presumere che le dichiarazioni siano state rese nell’ambito di una volontà conciliativa (Cass. 8 settembre 2022, n. 26528).


Sulla nozione di licenziamento ritorsivo


In ipotesi di domanda proposta dal lavoratore che deduca la nullità del licenziamento per il suo carattere ritorsivo, la nullità per motivo illecito ai sensi dell’art. 1345 cod. civ. richiede che questo abbia carattere determinante e che il motivo addotto a sostegno del licenziamento sia solo formale e apparente (Cass. 7 settembre 2022, n. 26295)

Avv. Guido Brocchieri


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