Legal aspects of negotiation of International Contracts in the time of Covid-19




From a legal point of view, in the negotiation and drafting of international contracts, especially in this period, it is necessary to pay close attention to two main points: the clauses governing the termination and renegotiation of contracts and the competent court for dispute resolution. With regard to the first aspect, it is necessary to evaluate whether it is possible to invoke the causes of "force majeure" to obtain the suspension of the service or the renegotiation or termination of the contract.In this regard, it will be necessary to verify which law is applicable. In the absence of a declaration expressed in the contract, reference will be made to the United Nations Convention on international sales contracts (Vienna Convention) or to the Unidroit principles on international commercial contracts or to the general principles of the Italian legal system, which impose negotiation and execution in good faith of the contracts.

The Vienna Convention exempts the debtor from liability only in cases where, for reasons beyond his control and unforeseeable at the time of the conclusion of the contract, the execution of the service becomes impossible. However you must be careful, impossible does not mean more expensive or more difficult (for example if the performance is still possible, but the price of raw materials has increased). Furthermore, the aspect of unpredictability cannot be invoked for contracts concluded after the spread of Coronavirus emergency, because today the risk of a new lockdown must be considered when negotiating international contracts.It is therefore common to come across Anglo-Saxon style contractual clauses, aimed at analytically defining which events can qualify as "force majeure" and what the consequences of such events are. In this regard, the International Chamber of Commerce (ICC) has prepared a model of "Force Majeure" clause that can be used in commercial contracts. This model was also reviewed in March 2020.

For contracts to which Italian law is applicable, the recent article 91 of Legislative Decree 18/2020 (so-called "Cura Italia") is particularly relevant. This provision provides that the impact of the containment measures of the COVID-19 epidemic must always be considered for the purpose of excluding the debtor's liability, also in relation to the application of any forfeiture or penalties related to delayed or omitted obligations. This provision does not expressly classify the Covid-19 emergency as a force majeure event, nor does it automatically exclude liability for non-fulfillment, but requires the judge to evaluate it among the circumstances of the specific case.Companies can therefore protect their interests by carrying out a careful evaluation of the contracts and arranging all preventive measures for possible future disputes. In this sense, the Italian Ministry of Economic Development (MISE), with a note dated March 26, 2020, authorized the Italian Chambers of Commerce, in the presence of certain conditions, to issue certificates to companies to certify the existence of causes of force majeure. A similar measure had already been adopted by the China Council for the Promotion of International Trade (CCPIT) for Chinese companies, from January 30, 2020. These certificates could be useful tools to strengthen their position against any claims for damages due to contractual breaches.

Another important legal aspect is to assess the appropriateness of referring the solution of any contractual disputes to an arbitration body. Arbitration, in international disputes, has advantages in terms of cost-effectiveness and rapidity of the decision. Many countries, including Italy and China, are members of the New York Convention, therefore the relative arbitral awards can be recognized and executed in their respective territories, without particular procedural complications. However, an impartial, international and modern body must be carefully chosen. In this period it is in fact particularly useful to be able to carry out hearings even at a distance. For example, the Silk Coucil Association, of which Dong & Partner is a member, in 2019 became the official representative office of the Wenzhou International Arbitration Center, specialized in international disputes and at the forefront of its innovative and digital methods.


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Da un punto di vista legale, nella negoziazione e redazione della contrattualistica internazionale, soprattutto in questo periodo, occorre prestare molta attenzione a due punti principali: le clausole che regolano la risoluzione e la rinegoziazione del contratto ed il foro competente. Riguardo al primo aspetto, bisogna valutare se sia possibile invocare le cause di “forza maggiore” per ottenere la sospensione della prestazione o la rinegoziazione o la risoluzione del contratto. A tale proposito, si dovrà verificare quale legge è applicabile. In mancanza di una indicazione espressa nel contratto, ci si potrà riferire alla Convenzione delle Nazioni Unite sui contratti di vendita internazionale (Convenzione di Vienna) o ai principi Unidroit sui contratti commerciali internazionali o ai principi generali dell'ordinamento, che impongono l'esecuzione in buona fede dei contratti.

La Convenzione di Vienna esonera da responsabilità il debitore solo nei casi in cui per ragioni, indipendenti dalla sua volontà e imprevedibili al momento della conclusione del contratto, l'esecuzione della prestazione diventi impossibile. Attenzione però, impossibile non vuol dire più onerosa o più difficile (ad esempio se la prestazione è ancora possibile, ma il prezzo delle materie prime è aumentato). Inoltre l'aspetto della imprevedibilità non potrà essere invocato per i contratti conclusi dopo l'insorgere dell'emergenza Coronavirus, perchè oggi il rischio di un nuovo lockdown va considerato al momento della negoziazione dei contratti internazionali. È quindi frequente imbattersi in clausole contrattuali di stile anglosassone, volte a definire analiticamente quali siano gli eventi che possono qualificarsi come “forza maggiore” e quali siano le conseguenze di tali eventi. La stessa Camera di Commercio Internazionale(ICC)ha, in proposito, predisposto un modello di clausola di “Forza Maggiore”utilizzabile in contratti commerciali. Tale modello è stato peraltro rivisto proprio nel marzo 2020.

Per i contratti ai quali risulti applicabile la legge italiana, assume particolare rilevanza il recente articolo 91 del DL 18/2020(c.d. “Cura Italia”). Tale disposizione prevede che l'impatto delle misure di contenimento dell’epidemia di COVID-19 vanno sempre considerate ai fini dell'esclusione della responsabilità del debitore, anche relativamente all'applicazione di eventuali decadenze o penali connesse a ritardati o omessi adempimenti.Tale norma, non qualifica espressamente l'emergenza Covid-19 come causa di forza maggiore, né esclude automaticamente la responsabilità da inadempimento, ma impone al giudice di valutarla tra le circostanze del caso concreto. Le imprese quindi possono tutelare la propria posizione effettuando un'attenta valutazione dei contratti e predisponendo tutte le misure preventive di possibili future controversie. In questo senso, il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), con circolare del 26 marzo 2020 ha autorizzato le Camere di commercio, in presenza di determinati presupposti, arilasciare alle imprese dei certificati volti ad attestare la sussistenza di cause di forza maggiore. Misura analoga era già stata adottata dal China Council for the Promotion of International Trade (CCPIT) per le aziende cinesi, già dal 30 Gennaio 2020. Tali certificati potrebbero essere utili strumenti per rafforzare la propria posizione contro eventuali richieste di risarcimento danno da inadempimento contrattuali. Altro importante aspetto legale è valutare l'opportunità di deferire la soluzione di eventuali controversie contrattuali ad un organismo arbitrale. L'arbitrato, nelle controversie internazionali, presenta dei vantaggi in termini di economicità e rapidità della decisione. Molti paesi, tra cui anche Italia e Cina, sono membri della Convenzione di New York, quindi i relativi lodi arbitrali possono essere riconosciuti ed eseguiti nei rispettivi territori, senza particolari complicazioni procedurali. Tuttavia, occorre scegliere con cura un organismo imparziale, internazionale e moderno. In questo periodo è infatti particolarmente utile poter svolgere udienze anche a distanza. L'Associazione Silk Coucil, di cui Dong & Partner è socio, nel 2019 è ad esempio diventata sede ufficiale di rappresentanza del Centro Internazionale di Arbitrato di Wenzhou, specializzato in controversie internazionali e all'avanguardia per i suoi metodi innovativi e digitali.

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